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Intervista a Marco Lanzoni
Può descrivere nello specifico la tipologia della Vostra offerta grandi formati e formati non classici (ho letto di Spotinstrada), i clienti ai quali Vi rivolgete (una o più case history di successo), e il fatturato 1999 con previsioni 2000?
Grandi formati,
maxi-affissioni, mega-poster... Le confesso che ancora oggi, dopo otto anni di
attività personale finalizzata all'affermazione di questo particolare media,
fatico nell'accettare queste definizioni. E' altrettanto vero che in virtù di una crescita verticale del comparto esterna,
sia in termini di investito che per numero di nuove figure professionali e di
strutture operanti, abbiamo assistito a un disordinato proliferare di mega-poster,
che ha provocato un abbattimento del contenuto qualitativo dello spazio, da
sempre connotante le peculiarità del nostro prodotto.
Proprio per questo amiamo parlare di Eventi in Grande Dimensione, a
carattere nazionale: infatti nello sviluppo commerciale gli sforzi sono sempre
tesi alla soddisfazione del cliente. La trasparenza del dialogo e la volontà di interpretare il mezzo sono le qualità maggiormente apprezzate nell'interlocutore al quale, conosciuti i reali obbiettivi di comunicazione e le risorse economiche disponibili, presentiamo proposte ottimizzate, o personalizzando le opportunità già in portafoglio o addirittura creando progetti "ex novo", sulla base delle esigenze identificate. La nostra offerta inoltre ingloba tutte le complesse fasi del percorso propositivo: identificazione e contrattualizzazione della location, verifica e controllo della decorrenza del cantiere, analisi e progettazione della scenografia appropriata, richiesta delle autorizzazioni, produzione in stampa digitale o con dipintura manuale, installazione, manutenzione e rimozione dell'impianto pubblicitario.
A tal proposito, desidero porre l'accento sulla grande operazione per il
rifacimento globale della Piazza San Carlo di Torino, durata sei mesi e da poco terminata: una copertura decorativa di oltre 3.000 mq. con i messaggi pubblicitari inseriti garbatamente nella riproduzione architettonica delle facciate. L'intero lato sinistro, pari a 170 metri lineari, è stato uno degli eventi portanti della recente campagna istituzionale di Telecom Italia, per la quale abbiamo esposto in contemporanea anche nelle città di Milano, Bologna e Napoli.
A suo parere, quali sono i plus che l¹esterna grandi formati e formati non classici può offrire e quali sono le evoluzioni e i trend dei formati?
L'effetto e l'impatto derivati da una superficie superiore almeno ai 150 mq., si stacca completamente dalla staticità degli altri media, aumentando notevolmente l'indice di memorizzazione complessivo della comunicazione stessa; in particolare, se affiancato al restauro, questo mezzo esprime la propria forza nella temporaneità e nell'unicità dell'intervento.
In termini d'appeal si evidenzia, a favore dell'evento in grande dimensione, un richiamo ottico derivato dalla novità estranea all'ambiente urbano; questo può essere ulteriormente rafforzato sugli immobili sovrintesi, inserendo in fase di ideazione, il puro messaggio pubblicitario in un'opera architettonica: si ottiene così un plus culturale vantaggioso anche nelle relazioni con le Amministrazioni Comunali e gli Enti Locali.
Nel segmento dei formati invece, l'evoluzione o l'involuzione sarà decisa dal mercato: per quanto ci riguarda continueremo a proporre eventi, investendo su innovazioni applicative e illuminotecniche e premiando quei clienti/agenzie che creativamente sapranno interpretare al meglio il mezzo.
L¹esterna è sempre stata considerata un mezzo soprattutto tattico, non ancora sufficientemente usato a livello strategico; ne conviene?
Nel bene e nel male siamo gli spettatori e, a volte, i protagonisti del cambiamento: le profonde mutazioni in essere nello stile di vita, nelle tecnologie, nei consumi e nell'informazione, richiederanno sempre più attenzione nello studio e nella scelta di una comunicazione mirata e micro-targettizzata. Quelle che ieri erano considerate esigenze tattiche areali, stanno diventando necessità strategiche per la conquista di mercati di nicchia; in questo scenario, un'esterna riqualificata, sia come impianti che come disponibilità numerico-statistica, potrebbe ricoprire un ruolo di primo piano.
Fino a che punto i nuovi utenti pubblicitari del mondo delle tlc e dei servizi hanno fatto sentire la loro presenza?
Sicuramente molto per
il settore specifico; ma sono altresì convinto che gli utenti dei settori citati abbiano apportato un notevole contributo alla crescita di tutto il mercato dell'esterna. E mi riferisco non solo alle potenzialità di investimento, ma anche alla considerazione del mezzo quale strumento determinante per il consolidamento della notorietà di marca.
Secondo la recente ricerca "Guarda chi si vede", realizzata da Mediaforce, all'aumento delle campagne si riduce il numero di impianti per campagna; l¹aumento dei formati speciali porta a un parallelo aumento dei poster. Per Mediaforce il fenomeno è probabilmente dovuto a una pianificazione fatta in base all¹entità del budget più che alla sua ottimizzazione; qual è la sua opinione in proposito?
Considerazioni meramente tecniche preferisco lasciarle ai ricercatori e agli operatori dell'esterna classica; ciò che mi sento di aggiungere è che nel nostro specifico stiamo apprezzando l'inversione di tendenza in atto: mentre inizialmente la grande dimensione era pianificata con extra budget o con residui non allocati di campagne prenotate, oggi determinati interventi e i necessari investimenti sono previsti da subito nel mix di comunicazione, riservando eventuali ottimizzazioni al momento dell'acquisto.
L'ingresso di nuovi player stranieri accelera il processo di innovazione già in atto, in termine di nuove idee e nuove proposte in termini di formati; alcuni addetti ipotizzano scenari alla Blade Runner per le città italiane, il tutto per targettizzare degli impianti su pubblici precisi. Cosa ne pensa?
Gli italiani storicamente sono un popolo di conservatori ma, nel contempo, adorano sfide e competizione. Gli stimoli che stanno apportando i nuovi operatori, non potranno che migliorare l'immagine dell'esterna in Italia; nell'area dell'arredo urbano poi, le esperienze internazionali saranno determinanti per l'acquisizione di quote di mercato.
Considerata la sempre maggiore concentrazione delle strutture di esterna in Italia nelle mani di grandi player internazionali, come si delinea a suo parere il futuro per le strutture medie e piccole?
Ribadendo il concetto precedentemente espresso sulle caratteristiche dell'italiano medio, mentre ritengo che il tessuto imprenditoriale della piccola impresa non subirà gravi scompensi, la media impresa dovrà invece intraprendere strade precise, considerando accordi, associazioni e partecipazioni a network; il tutto finalizzato al rafforzamento dell'offerta e al mantenimento delle relazioni.
Concludendo, sono convinto che le nuove opportunità di approvvigionamento al mercato del capitale di investimento, che sempre più facilitano l'accesso alla circolazione e all'orientamento degli investimenti creeranno, molto probabilmente, le condizioni per sfruttare tutte le occasioni di crescita che si presenteranno.
Intervista rilasciata a PubblicitàItalia
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